La versione di Barney

Quanto siete curiosi? Di cosa siete curiosi? Qual’è la molla della vostra curiosità? E cosa la fa scattare?

Per quanto mi riguarda posso farvi un esempio di qualcosa che mi ha realmente incuriosito: un libro, non l’ho ancora letto, mi è mancata l’occasione, ma l’ho già segnato nella mia agenda mentale delle letture future, tra “Nel segno del Cavaliere” di Bruno Vespa, che sto leggendo ora, e “Il ciclo delle Fondazioni” di Asimov, su cui sono riuscito a mettere le mani questa estate e che leggerò non appena sarò psicologicamente pronto. Il libro in questione è intitolato “La versione di Barney”, racconto della vita dell’ebreo canadese Barney Panofsky, scritta in forma di autobiografia.

Di abitudine, nelle mie letture (ma anche nei film che guardo e nella musica che ascolto), mi faccio guidare dai nomi di autori che già conosco, piuttosto che dall’ispirazione, che si fa colpire da un titolo azzeccato, una copertina sgargiante o una  quarta di copertina azzeccata.

In questo caso, però, il meccanismo che mi ha indotto a desiderare di leggere questo libro è piuttosto inconsueto. Il libro è stato pubblicato nel 1997, ma, in Italia, è diventato un caso letterario solo più tardi, nel 2001, quando il quotidiano Il Foglio ha lanciato una folle campagna giornalistica, per far conoscere La versione di Barney ai propri lettori: ogni giorno, per mesi e mesi, furono pubblicati più articoli interamente dedicati al romanzo; fu intervistato l’autore, che nel frattempo aveva stabilito con la redazione del Foglio un legame speciale di simpatia e stima; infine, dopo la morte di Richler, fu organizzato un viaggio per visitare tutti i posti descritti nel libro.  A tutt’oggi, sulle pagine del quotidiano, trova spazio una rubrica intitolata “Andrea’s version” in omaggio a Richler e alla sua opera.

Non basta tutto questo per essere curiosi? A me sì, basta e avanza. E ho tutta l’intenzione di porre rimedio alla mia curiosità, non appena mi sarà possibile.

Rimando a un ipotetico post futuro il commento.

Cambiando completamente argomento, ho scovato un blog (grazie wordpress) che propone spunti interessanti e di una certa profondità. Ad esempio, in questo post, viene postoun argomento che trovo di estremo interesse: l’egoismo di chi aiuta.
Viene descritta in maniera assolutamente efficace l’idea di aiuto che molte persone hanno in mente, aiuto come imposizione, che mi porta alla mente alcuni casi concreti in cui questo si verifica e chi “aiuta” cerca di avere la meglio su chi viene aiutato, cerca di vincerne la resistenza fisica e psicologica usando anche i metodi più sleali.

Una risposta a La versione di Barney

  1. Brilliant site, I had not noticed benvolio89.wordpress.com earlier in my searches!
    Keep up the excellent work!

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